Archivio per la categoria Industria

LA MOLDAVIA DEGLI OLIGARCHI, DOVE IL MEDIOEVO È PIÙ VIVO CHE MAI

LA MOLDAVIA DEGLI OLIGARCHI, DOVE IL MEDIOEVO È PIÙ VIVO CHE MAI

Questa è una storia triste e preoccupante di un piccolo paese dimenticato dal progresso, nel quale poche famiglie, dopo l’implosione del Patto di Varsavia, hanno usato l’introduzione di sistemi democratici e capitalistici per diventare i signori di una terra, gestita con piglio monarchico ed autocratico, e senza

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HEEREMA: IL LUNGO VIAGGIO DAL NAZISMO ALLO SFRUTTAMENTO DEI FONDALI OCEANICI

HEEREMA: IL LUNGO VIAGGIO DAL NAZISMO ALLO SFRUTTAMENTO DEI FONDALI OCEANICI

Amsterdam, dicembre 1942. Nonostante i rigori dell’inverno ed il perdurare della guerra è una giornata di festa. L’ufficiale delle SS Pieter Schelte Heerema si sposa, intorno a lui solo visi allegri. Ha un buon lavoro: compila le liste degli olandesi che vengono deportati in Europa orientale a

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BASI MILITARI E MINIERE: IL VOLTO NUOVO DEL FONDO DELL’OCEANO

BASI MILITARI E MINIERE: IL VOLTO NUOVO DEL FONDO DELL’OCEANO

Questo è un disegno fantascientifico. Ma quanto è lontana, ormai, la realtà, da queste immagini inventate? Pochissimo. Le basi militari sottomarine da cui controllare qualunque cosa accada sulla terraferma erano un’idea dei romanzieri che, dalla Seconda Guerra Mondiale (negli Stati Uniti, in Unione Sovietica, in Francia e

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IL POPOLO BURKINABÉ, PICCOLA SPERANZA PER UN’AFRICA DIVERSA

IL POPOLO BURKINABÉ, PICCOLA SPERANZA PER UN’AFRICA DIVERSA

Il World Gold Council[1], il 14 Luglio 2020, nel pieno dell’epidemia di Covid, dichiara: “Gli investitori hanno abbracciato l’oro nel 2020 come strategia chiave di copertura del portafoglio. La pandemia avrà probabilmente un effetto duraturo (…) e rafforzerà anche il valore dell’oro come risorsa strategica” [2]. Alcuni

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AFFARI SPORCHI, CORRUZIONE, SCHIAVISMO: IL MARTIRIO DEL POPOLO OROMO

AFFARI SPORCHI, CORRUZIONE, SCHIAVISMO: IL MARTIRIO DEL POPOLO OROMO

Sono passati quattro mesi (29 giugno 2020) dall’assassinio del più famoso cantante dell’Etiopia, Hachalu Hundessa[1]. Aveva solo 34 anni, era la “voce del popolo Oromo”[2], il gruppo etnico più numeroso dell’Etiopia, ma soggiogato dagli abissini e, quindi, sfruttato e marginalizzato[3]. Hundessa cantava la rivolta: “Do not wait

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