DIETRO LE QUINTE DELLE CAPITALI EUROPEE CRESCE LA VOGLIA DI IRAN

Fino al 2017, l’Italia e la Germania esportavano in Iran beni e servizi per circa 2,6 miliardi di Euro (l’Italia) e 1,5 miliardi di Euro (la Germania)[1]. Questo perché, a partire dalla stipula del Trattato chiamato “Joint Comprehensive Plan of Action”, firmato dall’Unione Europea, la Cina e gli Stati Uniti il 14 luglio del 2015, un po’ alla volta le sanzioni sono decadute ed il commercio ha potuto riprendere[2]. Tutto questo si è interrotto da quando Donald Trump è il presidente degli Stati Uniti: ha nuovamente aggravato le sanzioni ed ha costretto i partner europei a richiudere le porte che aveva aperto. Nel 2019 le vendite italiane sono scese a 0,8 miliardi[3], quelle tedesche sono scese di circa il 45%[4], e nel primo quadrimestre del 2020 la tendenza è peggiorata: poco più di 150 milioni[5]. Ciò che non compra più da noi, l’Iran lo compra oggi dalla Russia, dalla Cina, dall’India e, soprattutto, dalla Turchia[6]. Una volta ancora, si potrebbe dire, la presidenza Trump si è rivelata essere, per noi europei, una vera iattura.

Non lo diciamo noi, ma il governo tedesco per bocca del Ministro degli esteri Heiko Maas, che il 15 gennaio 2020 ha dichiarato che, in opposizione manifesta agli USA, “la Germania preferisce una ragionevole diplomazia al posto dell’aumento massimo della pressione” politica, economica e militare[7]; sia il Ministro, che la Cancelliera Angela Merkel, hanno confermato che intendono rispettare il “Joint Comprehensive Plan of Action[8], il quale prevede che, a partire dal 1°ottobre 2020, vengano anche abolite le sanzioni che impediscono all’Iran di comprare e vendere armi[9].

Come si annulla un embargo contro una dittatura

Nasrin Sotoudeh, condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate per essersi opposta all’obbligo del velo

Gli intellettuali iraniani fuggiti all’estero disapprovano questa scelta politica profondamente. Nel corso di quest’anno, uno dei più autorevoli membri del Partito Ecologista Iraniano, Kazem Moussavi, sta girando la Germania per tenere delle conferenze che spiegano come la fine delle sanzioni avrebbe conseguenze nefaste sulla mancanza di libertà, la condizione femminile, la violenza contro chi non si adegua alla volontà del regime fondamentalista di Teheran[10]. Ciò non di meno, il pragmatismo politico ed economico della Germania è condiviso nei fatti (anche se non nelle parole) dal governo francese e dal governo britannico[11]. E quando la Germania prende delle posizioni rigide nei confronti del disprezzo della libertà in Iran, il governo di Teheran reagisce con grande moderazione, ribadendo che la Germania sia il miglior amico dell’Iran, e che ogni screzio sia solo il frutto dei vincoli cui Berlino è costretta dai suoi partner occidentali[12].

Di screzi ce ne sono davvero pochi. È rarissimo che i governi dei Paesi dell’Unione Europea cerchino di esercitare pressione politica sul regime degli Ayatollah, anche quando questo compie azioni disumane ed inaccettabili, come la persecuzione dell’avvocatessa Nasrin Sotoudeh, condannata ad una vita di carcere e torture solo per aver sollevato la questione della costituzionalità dell’obbligo del velo per le donne e per aver difeso donne “colpevoli” di mancato rispetto delle decisioni del padre o del marito[13]. In Germania la richiesta di un’azione governativa viene dal partito ecologista, ma non trova seguito nelle decisioni della Cancelliera Angela Merkel o del Ministero degli Esteri[14]. Il governo francese si è limitato ad esprimere “preoccupazione”[15]. Il governo britannico tace.

Il fatto è che la Germania è il centro di una grossa e potente lobby, la quale non solo vuole promuovere la crescita dell’interscambio commerciale con l’Iran, ma condivide alcune delle posizioni più deprecabili degli ayatollah e della loro teocrazia: l’antisemitismo, il disprezzo per le conquiste civili e sociali della democrazia, l’amore per il nazionalsocialismo (che ha anche profonde radici storiche[16]), il sogno di una militarizzazione della società – tutte posizioni che in Germania sono apertamente sostenute dal partito di estrema destra AfD (Alternative für Deutschland, che comunque sostiene l’embargo contro l’Iran[17]), dalla rivista neonazista “Zuerst”, e persino da un nuovo partito, finanziato direttamente (ed ufficialmente) da Teheran, guidato da un figlio di immigrati turchi (Yavuz Özoguz) e da un conclamato neofascista, il lobbysta commerciale Christoph Hörstel[18].

Quest’ultimo, fino a 15 anni fa guidava una promettente azienda di import/export con la Cina (China Import GmbH München), che ha poi dichiarato bancarotta[19]. Questi due gentiluomini (Özoguz ed Hörstel) hanno, per l’appunto, fondato un partito che si chiama Deutsche Mitte (DM, il Centrismo Tedesco)[20], che ha uno scarso seguito ma è fortemente problematico per l’ordine pubblico, tant’è che la sua marcia antisemita annuale è stata proibita[21]. In Iran, intanto, da oltre dieci anni esiste il canale televisivo di Stato NASR-TV, che trasmette (anche in tedesco) contenuti apertamente antisemiti e filo-nazisti[22].

In Francia, nonostante l’amica più fedele del regime degli Ayatollah rimanga Marine Le Pen[23], l’apertura politica nei confronti dell’Iran è iniziata nel giugno 2014, con la pubblicazione di un corposo documento firmato da deputati e senatori in rappresentanza di quasi tutti i partiti, da destra a sinistra[24]. Questa tendenza si è ancora più acuita negli ultimi anni, specie da quando, nel 2011, 320 parlamentari francesi su 577 hanno firmato un appello perché venisse riconosciuta la OMPI (Organisation des Moudjahidines du Peuple Iranien), ovvero un movimento ancora più fondamentalista degli Ayatollah, come opposizione politica filo-occidentale in Iran[25]. Un errore corretto dall’azione di una senatrice filo-saudita, Nathalie Goulet[26].

La nascita del CIE

Il manifesto che pubblicizza una conferenza internazionale che richiede la fine delle sanzioni all’Iran

È solo a partire dal 2014 che i politici ed i lobbysti economici favorevoli ad un incremento dell’interscambio commerciale con l’Iran, a dispetto di qualsiasi considerazione umanitaria, hanno il loro strumento operativo: il CIE Cercle Iran Économie, fondato da un gruppo di senatori proveniente da un ampio spettro di tendenze politiche[27], e fortemente collegato alle strutture economiche di Francia e Germania, ma con la base in Inghilterra[28], presso gli uffici di una società di pubbliche relazioni chiamata European Sanctions Ltd. Birmingham, di proprietà di due avvocati d’affari, Maya Lester e Michael O’Kane[29], uno dei cui scopi è spiegare alle aziende che vogliono lavorare con Teheran come evitare i vincoli dell’embargo[30].

La prima sorpresa è la lista dei clienti di European Sanctions: Kadi Holding Dammam (Arabia Saudita), il controverso banchiere birmano Htoo Htet Tay Za, la Central Bank of Iran, la NITC National Iranian Tanker Company, la IRISL Group Teheran[31], e la SAGIA Saudi Arabian General Investment Authority[32] (un’agenzia che rifiuta accordi con l’Iran[33]). Visto l’atteggiamento tradizionalmente ostile dell’Arabia Saudita nei confronti del regime di Teheran (che arriva fino alla tortura, il pestaggio o l’espulsione dei pellegrini iraniani che visitano la Mecca[34]), quello dei due fiduciari inglesi è un portafoglio clienti sorprendente.

Michael O’Kane è anche l’autore di uno studio dei problemi di sicurezza nucleare nel Golfo Persico chiaramente schierato dalla parte dell’Arabia Saudita[35]. Del resto, O’Kane è un ex Senior Crown Prosecutor (procuratore della Corona) ed è oggi comproprietario dello Studio Legale londinese Peters & Peters[36], il cui principale cliente è proprio la SAGIA Saudi Arabian General Investment Authority[37].

L’impegno industriale francese a Teheran

La centrale elettrica del gruppo Alstom a Teheran

La seconda sorpresa: a capo del CIE c’è un ingegnere inglese, Nigel Coulthard, che è stato fino alla fine del 2010 il CEO di Alstom Khadamat SA Teheran[38], una società del Gruppo Alstom (100%)[39] che produce e commercializza tecnologia ferroviaria ed elettrica in Iran[40]. Non è un caso. Dopo una profonda crisi industriale e cambiamenti profondi della struttura societaria, oggi Alstom produce treni, ferrovie ed impianti collegati al trasporto su rotaia[41]. Ma, in passato, questo gruppo multinazionale francese è stato pioniere nello sviluppo dell’energia nucleare[42] e tuttora le sue turbine “Arabelle” sono le più moderne e più vendute al mondo[43] – a tutti, Iran compreso[44], in barba alle preoccupazioni delle potenze occidentali sull’impegno di Teheran per divenire una potenza nucleare[45].

Framatome, l’industria nucleare francese, che prima della Rivoluzione del 1979 (insieme a dei partners tedeschi) forniva uranio arricchito, turbine e tecnologia allo Scià di Persia per la costruzione di centrali nucleari[46], dopo la presa del potere da parte di Khomeini aveva interrotto la sua collaborazione con l’Iran[47]. Ma poi, negli anni, ha ripreso a collaborare con Teheran (senza fornire né uranio né turbine per impianti nucleari, ma solo sviluppo scientifico)[48] – ed i rapporti sono ripresi: il gruppo Alstom, attraverso EDF[49] è tuttora proprietario del 75,5% di Framatome[50]. Quanto ad Alstom, oggi l’industria francese ha dei contratti miliardari con l’Iran per forniture di turbine a gas[51] e di tecnologia ferroviaria[52].

Nigel Coulthard non è stato scelto per caso. Prima di entrare alla Alstom era stato uno scienziato del CNRS Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi[53]. In quella funzione era stato per la prima volta in Iran0[54], ed aveva completato i suoi studi all’Università di Teheran nel 1978 – un anno prima della Rivoluzione[55]. Parallelamente, Coulthard ha servito in Marina, ed è ancora oggi (è in carica da 24 anni) il Presidente della sezione parigina di RNVR (Royal Navy Volunteer Reserve)[56], un’organizzazione paramilitare che accompagna la politica estera del Regno Unito con compiti simili a quelli dei servizi segreti[57] (un’unità di grande tradizione, al punto che, nella letteratura, James Bond è un ex colonnello della RNVR[58]).

Quando è tornato a Teheran per dirigere l’ufficio locale del Gruppo Alstom, Nigel Coulthard veniva già considerato un esperto affermato sulle questioni iraniane, specie dopo la pubblicazione di un suo saggio, scritto in modo spiritoso e leggero, colmo di dati, di aneddoti, di bei ricordi personali e di parole di stima per il popolo persiano[59]. Quando si è dimesso, alla fine del 2010, era per fondare un proprio ufficio di consulenza commerciale ed industriale con i Paesi del Golfo Persico[60]: la Luzigneul Management Enterprise (che, in realtà, non è una società iscritta al registro di Commercio, ma solo lo pseudonimo dietro il quale Coulthard gestisce il suo business[61]).

Gli affari della nuova società vanno a gonfie vele, tant’è vero che ha comprato lo storico Castello di Luzigneul[62] in Normandia e lo ha trasformato in un hotel di lusso[63]. Il Castello appartiene ufficialmente alla Oroc Management Consultants Ltd. Barnet (London), di cui Coulthard è anche l’unico azionista[64]. Quindi, quando è stato scelto un Presidente per CIE, è stata scelta una personalità che gode di grande reputazione e saldissimi agganci in Iran.

Gli sponsor del CIE

La vista da un balcone del palazzo sede del CIE

Il CIE Cercle Iran économie è un’associazione senza scopo di lucro fondata a Parigi il 31 ottobre del 2014. CIE ha la sede in Avenue du Président Kennedy 16 – un indirizzo lussuoso (un appartamento di 100 m2 costa in media un milione di Euro[65] o 15500 Euro per 32 m2 in affitto[66]), con vista sulla Senna, a 200 metri in linea d’aria dalla Torre Eiffel ed altrettanto distante dai Giardini del Trocadéro[67]. L’associazione, evidentemente, non ha problemi di budget. Il suo consiglio direttivo è formato da personalità famose del mondo universitario e dell’interscambio scientifico ed industriale tra la Francia e l’Iran[68].

I soci principali di CIE sono la BICC British Iranian Chamber of Commerce Plc London e la DIHKEV Deutsch-Iranische Handelskammer eV Hamburg[69], ma sembra chiaro che, per parte francese, ci sia una partecipazione attiva di MEDEF International[70]. Quest’ultima organizzazione è uno strumento fenomenale concepito dai principali capitani d’industria francese nell’estate del 1990[71] quando, con la fine della Guerra Fredda, imprenditori e politici, insieme[72], hanno percepito la nuova grande chance nata dalla globalizzazione e dall’apertura di nuovi mercati ad Est, irraggiungibili fino alla caduta del Muro di Berlino[73]. Sotto la direzione di Yves-Thibault De Silguy, da quasi 30 anni MEDEF si batte per incrementare l’interscambio industriale con l’Iran (specie nel settore nucleare e meccanico) e per l’abrogazione delle misure di embargo internazionale[74].

De Silguy è una personalità potente in Francia, rampollo di un’aristocrazia brettone la cui storia risale fino al 14° secolo[75]. Schierato politicamente all’estrema destra (famose le sue dichiarazioni contro il movimento studentesco del 1968[76]), ha lavorato come responsabile del commercio estero (o della politica commerciale francese in seno all’Unione Europea) con i governi nati con la presidenza della Repubblica di Valéry Giscard d’Estaing, quella di Jacques Chirac e quella di Eduard Balladur[77], dopodiché ha lasciato la politica ed è passato nell’industria privata, lavorando in posizioni chiave per diverse multinazionali francesi[78].

La BICC è stata fondata il 22 novembre del 1996 da un numero impressionante di società di lobbysti, di fiduciari, di avvocato di affari e di broker internazionali, tutti evidentemente impegnati nel far fiorire l’interscambio industriale e commerciale con Teheran nonostante l’embargo internazionale[79]. Il bilancio annuale della BICC riporta cifre irrisorie[80], ma tra i suoi leaders ci sono personalità di assoluto spicco: ad esempio Touradj Amirsouleymani[81], fondatore e presidente del gruppo Mandro-Chase FZE Teheran, che fin dal 1969 costruisce e gestisce impianti di sfruttamento minerario e petrolifero in Iran in partenariato con soci occidentali[82], e che oggi, pur vivendo in Inghilterra, è uno degli uomini più potenti del suo paese[83]. Oppure Cyrus Mehdi Zadeh, che da Richmond dirige il Gruppo MZ, attivo in Iran nello sviluppo della tecnologia ospedaliera[84]. E Jawad Kamel, presidente del gruppo Advance International Transport AS Istanbul[85], nato in Turchia e poi spostato in Bulgaria[86], una delle multinazionali del trasporto su nave, su rotaia o per via aerea più importanti dell’est Europeo e del Vicino Oriente[87].

EIH Bank e la difesa degli interessi Iraniani in Europa

Michael Tockuss, General manager della DIHKEV

DIHKEV è un’organizzazione estremamente professionale, diretta fin dalla sua fondazione dal lobbysta Michael Tockuss[88], strettamente legato alla EIH Bank di Hamburg[89], la più grande banca a capitale completamente iraniano fondata (1971) sul territorio dell’Unione Europea[90]. La banca è fin dal 2011 sulla Black List degli istituti sanzionati per l’embargo, ma viene fortemente difesa dall’establishment economico tedesco[91], nonostante un largo movimento di oppositori del regime degli Ayatollah eserciti una costante pressione nella speranza di far perdere alla EIH Bank la licenza di praticare in Germania[92].

La EIH Bank (Europäisch-Iranische Handelsbank) è di importanza cruciale per il governo di Teheran, ed è inserita nella lista OFAC (Office of Foreign Assets Control del Dipartimento Federale del Tesoro degli Stati Uniti[93]) delle entità economiche con cui è proibito avere relazioni commerciali[94]. Il primo grave effetto di un embargo internazionale è non riuscire a muovere denaro per pagare possibili fornitori, o per incassare denaro per beni e servizi forniti, perché è vietato l’interscambio con le entità finanziarie presenti sulla Black List – quindi lo Stato dell’Iran, tutte le sue banche e tutte le sue industrie e le sue grandi compagnie commerciali[95]. Questa misura ha l’effetto di strozzare l’economia di un Paese, e spesso porta al collasso il pagamento degli stipendi di tutte le attività amministrative e commerciali di una nazione. Per evitare questo, c’è bisogno di una banca che violi l’embargo e che rifornisca continuamente di liquidità le casse dello Stato e quelle delle aziende che, sfidando l’embargo, continuano ad incassare valuta pregiata da inserire sul mercato interno. Michael Tockuss e la DIHKEV, non essendo considerati entità commerciali, non sono in questa lista e possono operare senza restrizioni[96], magari consigliando triangolazioni con aziende registrate nelle oasi fiscali[97].

Non va sempre a finir bene. Nel luglio del 2018 il governo federale tedesco è stato costretto, a causa di un intervento ufficiale dell’Ambasciatore degli Stati Uniti a Berlino[98], a congelare 300 milioni di Euro (347 milioni di dollari), depositati sui conti della EIH Bank di Hamburg[99], che stavano per essere trasferiti a Teheran con il beneplacito della Bundesbank[100]. Il contenzioso non è ancora concluso. In previsione di queste difficoltà, dopo che si era sparsa la voce delle intercettazioni documentali compiute dagli Americani alla EIH Bank, il governo iraniano ha scelto una strada alternativa: la creazione di una linea di credito rinnovabile del valore di 30 milioni di Euro, aperta con la garanzia del governo dell’Unione Europea, e che permette a chiunque abbia i contatti giusti (per esempio, con Tockuss e la DIHKEV) di continuare a commerciare con la EDBI (Export Development Bank of Iran)[101].

Questa strada è ancora praticabile e praticata. Un altro segnale del fatto che, in barba alle sanzioni ed all’esecrazione pubblica dei crimini perpetrati dal regime degli Ayatollah, la voglia di commerciare con l’Iran, uno dei Paesi potenzialmente più ricchi del mondo, continui a crescere, dietro il velo delle dichiarazioni ufficiali di principio.

 

[1] https://parstoday.com/it/news/iran-i143075-commercio_iran_italia_primo_partner_europeo

[2] http://www.infomercatiesteri.it/relazioni_internazionali.php?id_paesi=104

[3] http://www.infomercatiesteri.it/scambi_commerciali.php?id_paesi=104

[4] https://www.auswaertiges-amt.de/en/aussenpolitik/laenderinformationen/iran-node/iran/218250

[5] http://www.infomercatiesteri.it/scambi_commerciali.php?id_paesi=104

[6] http://www.infomercatiesteri.it/relazioni_internazionali.php?id_paesi=104

[7] https://www.tabletmag.com/sections/news/articles/germany-cant-stop-loving-iran

[8] https://www.tabletmag.com/sections/news/articles/germany-cant-stop-loving-iran

[9] https://www.undocs.org/S/RES/2231(2015)

[10] https://haskala.de/2019/03/29/die-iran-lobby-in-deutschland-und-die-situation-der-exil-opposition/ ; https://www.facebook.com/events/376081239875230/

[11] https://www.tabletmag.com/sections/news/articles/germany-cant-stop-loving-iran

[12] https://www.n-tv.de/politik/Iran-liebt-Deutschland-article3175836.html

[13] https://www.facebook.com/watch/?v=491185341477405

[14] https://www.bundestag.de/dokumente/textarchiv/2018/kw32-psp-nouripour-565428

[15] https://www.diplomatie.gouv.fr/fr/dossiers-pays/iran/evenements/article/iran-situation-de-nasrin-sotoudeh-11-03-19

[16] https://www.tabletmag.com/sections/news/articles/germany-cant-stop-loving-iran

[17] https://afdkompakt.de/2020/01/22/steinmeier-sollte-die-anbiederung-an-den-iran-beenden/

[18] http://iraniansforum.com/eu/eine-gefahr-fur-die-demokratie-in-deutschland-die-afd-iran-russland-connection/

[19] https://opencorporates.com/companies/de/D2601V_HRB152781

[20] http://iraniansforum.com/eu/dm-partei-der-mullahs-bei-der-bundestagswahl/

[21] https://www.tagesspiegel.de/berlin/al-quds-marsch-in-berlin-abgesagt-eine-der-widerlichsten-antisemitischen-veranstaltungen-bleibt-uns-erspart/25793056.html

[22] https://www.mena-watch.com/das-antisemitische-netzwerk-der-islamischen-republik-iran/

[23] http://iraniansforum.com/eu/eine-gefahr-fur-die-demokratie-in-deutschland-die-afd-iran-russland-connection/

[24] https://www.senat.fr/rap/r13-605/r13-605_mono.html

[25] https://www.lexpress.fr/actualite/monde/moudjahidines-le-lobby-des-elus_998198.html

[26] https://www.lexpress.fr/actualite/monde/moudjahidines-le-lobby-des-elus_998198.html

[27] https://www.mesp.me/2014/05/25/iran-france-lobbying-economique-pro-iranien-a-paris/ ; https://www.researchgate.net/publication/265693861_VERS_L’OUVERTURE_DES_ECHANGES_COMMERCIAUX

[28] http://www.cercle-iran-eco.com/partenaires/

[29] European Sanctions Ltd. Birmingham

[30] https://www.europeansanctions.com/contact-us/

[31] https://www.globallegalinsights.com/firms/brick-court-chambers/maya-lester

[32] https://www.amazon.co.uk/Doing-Business-Saudi-Arabia-Michael-ebook/dp/B00C2TCUZ0;

[33] https://www.misa.gov.sa/en/e-services/international-investment-agreements/

[34] https://www.theguardian.com/world/2015/sep/25/iran-blames-saudi-government-hajj-disaster-investigation ; https://edition.cnn.com/2016/01/02/middleeast/saudi-arabia-executes-dozens-terror/ ; https://www.cbsnews.com/news/millions-attend-hajj-in-saudi-arabia-just-not-the-iranians/ ; https://defence.pk/pdf/threads/iran-may-stop-sending-pilgrims-to-saudi-arabia-after-teenagers-sexual-abuse.370045/

[35] Michael O’Kane, “Doing business in Saudi Arabia”, Andalus Publishing, London 2013; Various Authors, “Preventing Black Market Trade in Nuclear technology”, Cambridge University Press, Cambridge 2018

[36] https://www.linkedin.com/in/michael-o-kane-a8ab8414/?originalSubdomain=uk;

[37] https://www.amazon.co.uk/Doing-Business-Saudi-Arabia-Michael-ebook/dp/B00C2TCUZ0;

[38] https://www.linkedin.com/in/nigelcoulthard/?originalSubdomain=fr

[39] Alstom Annual Financial Statement (2019), in  https://www.alstom.com/sites/alstom.com/files/2019/05/06/FY18-19%20Group%20Consolidated%20FS%20%20Notes%20ENG.pdf, page 80

[40] http://www.cercle-iran-eco.com/presentation-du-cercle/le-bureau/

[41] https://www.alstom.com/

[42] https://www.industrie-techno.com/article/nucleaire-eolien-centrales-thermiques-les-technologies-dont-alstom-pourrait-perdre-le-controle.29800

[43] https://www.lefigaro.fr/vox/economie/2015/01/05/31007-20150105ARTFIG00339-vente-d-alstom-les-dessous-des-cartes-par-jean-michel-quatrepoint.php

[44] https://www.lesechos.fr/1991/10/liran-devra-verser-4-milliards-a-framatome-alsthom-et-spie-954136

[45] https://www.senat.fr/rap/r13-605/r13-605_mono.html

[46] https://www.world-nuclear.org/information-library/country-profiles/countries-g-n/iran.aspx

[47] https://www.lesechos.fr/1991/02/framatome-condamnee-a-verser-550-millions-de-f-a-liran-940968

[48] https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/0301421580900191

[49] https://www.ge.com/news/reports/french-connection-ge-edf-click

[50] https://www.framatome.com/EN/businessnews-106/framatome-governance-and-executive-committee.html

[51] https://www.alstom.com/press-releases-news/2002/8/ALSTOM-awarded-major-contract-to-supply-GT13E2-gas-turbine-technology-to-Iran-20020829

[52] https://financialtribune.com/articles/economy-domestic-economy/68909/france-s-alstom-jv-to-supply-iran-with-1000-subway-cars

[53] Ha scritto due testi importanti sullo sviluppo dei semi-conduttori nell’industria nucleare. Uno con Robert Pezzan nel 1983: “New developments in improving the current carrying capability of power semiconductors” (https://www.researchgate.net/publication/252665462_New_developments_in_improving_the_current_carrying_capability_of_power_semiconductors); uno nel 1997: “Developments in high power semiconductor modules for traction” (https://www.researchgate.net/publication/3737203_Developments_in_high_power_semiconductor_modules_for_traction)

[54] https://www.researchgate.net/profile/Nigel_Coulthard

[55] https://graduates.name/institut_national_des_langues_et_civilisations-2460-11#id28187298

[56] https://www.linkedin.com/in/nigelcoulthard/?originalSubdomain=fr

[57] Stephen Howarth, “The Royal Navy’s Reserves in War and Peace: 1903-2003”, Leo Cooper Ltd./Pen & Sword Books, Barnsley (South Yorkshire) 2003

[58] https://en.wikipedia.org/wiki/Royal_Naval_Reserve#Volunteer_Reserve

[59] Nigel Coulthard, “Iran, Hussein’s dilemma: A key to understanding the reality and challenges of Iran”, Books on Demand / Fulmer Enterprises, McFarland (Wisconsin) 2014 (https://www.amazon.co.uk/Iran-Husseins-Dilemma-Nigel-Coulthard/dp/2322035602)

[60] http://nigelcoulthard-internationalmanager.blogspot.com/p/my-experience.html

[61] https://www.infogreffe.fr/entreprise-societe/398007641-coulthard-nigel-charles-39800764100010.html?typeProduitOnglet=EXTRAIT&afficherretour=false

[62] http://nigelcoulthard-internationalmanager.blogspot.com/p/my-experience.html

[63] http://www.chateau-luzigneul.fr/fr/

[64] 2015.07.07 Oroc Management Consultants Ltd. London

[65] https://www.meilleursagents.com/prix-immobilier/paris-75000/avenue-du-president-kennedy-290/16/

[66] https://www.book-a-flat.com/it/appartamento-paris-7476.html

[67] https://catalogue.bnf.fr/ark:/12148/cb16921548k

[68] http://www.cercle-iran-eco.com/presentation-du-cercle/le-bureau/

[69] http://www.cercle-iran-eco.com/partenaires/

[70] https://www.senat.fr/rap/r13-605/r13-605_mono.html

[71] https://www.infogreffe.fr/entreprise-societe/378236376-mouvement-entreprise-france-internationa.html?typeProduitOnglet=EXTRAIT&afficherretour=true

[72] https://www.liberation.fr/futurs/2010/09/02/medef-reperes_676030

[73] https://www.monde-diplomatique.fr/2011/11/HALIMI/46916

[74] https://www.medefinternational.fr/services/iran/

[75] https://www.lexpress.fr/region/les-silguy-au-nom-de-la-loi_485546.html

[76] https://www.liberation.fr/portrait/1995/01/23/yves-thibault-de-silguy-un-commissaire-a-la-hussarde_118874

[77] https://fr.wikipedia.org/wiki/Yves_de_Silguy

[78] https://www.vinci.com/vinci.nsf/en/management-board-directors/pages/yves-thibault_de_silguy.htm

[79] 1996.11.22 BICC British Iranian Chamber of Commerce Plc London

[80] 2019.12.31 BICC British Iranian Chamber of Commerce Plc London

[81] https://suite.endole.co.uk/insight/company/03282914-the-british-iranian-chamber-of-commerce

[82] http://www.chase-mandro.com/contact%20us.htm

[83] http://chase-mandro.com/our%20people1.htm

[84] https://reconnectingiran.org.cutestat.com/

[85] http://www.bicc.org.uk/focus/issue15.pdf, page 4

[86] https://www.bloomberg.com/profile/company/0179996D:TI ; https://aee.bg/en/

[87] http://www.shippingline.org/company/uz-4414/Advance_International_Transport.html ; http://www.investbulgaria.com/Transportation-and-Logistics/advance-international-transport-ead/6609

[88] https://www.dihkev.de/unser-team

[89] http://www.irananders.de/nachricht/detail/455.html

[90] http://www.eihbank.de/pdf/eihbank_GB2019.pdf

[91] https://www.i24news.tv/en/news/international/93092-151121-germany-s-other-special-relationship

[92] http://de.stopthebomb.net/de/eih.html

[93] https://www.treasury.gov/about/organizational-structure/offices/pages/office-of-foreign-assets-control.aspx

[94] https://sanctionssearch.ofac.treas.gov/Details.aspx?id=7034

[95] https://www.treasury.gov/resource-center/sanctions/Programs/Documents/CISADA_english.pdf

[96] https://www.dihkev.de/Serviceleistungen

[97] https://www.dihkev.de/FinanzabwicklungueberDritte

[98] http://www.arabtimesonline.com/wp-content/uploads/pdf/2018/sep/06/ATKWT20180906.pdf, page 1

[99] http://www.arabtimesonline.com/wp-content/uploads/pdf/2018/jul/10/ATKWT20180710.pdf, page 1

[100] https://media.mehrnews.com/d/2018/07/09/0/2828004.pdf, page 2

[101] https://media.mehrnews.com/d/2018/04/08/0/2754602.pdf, page 11

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